L’autore
Paolo Roversi è nato nel 1975. Giornalista pubblicista, vive a Milano. Si è affermato come autore del pamphlet cult Bukowski Scrivo racconti poi ci metto il sesso per vendere – Vita, vizi e virtù dello scrittore maledetto con un’intervista a Fernanda Pivano (Stampa Alternativa, 2005) (vedi scheda) che è stato un piccolo caso editoriale oltre che una fortunata serie di incontri itineranti denominati Buktour.
In precedenza, si era fatto apprezzare come autore dei saggi umoristici-antropologici Mantovani – I nipoti di Virgilio (Sonda, 2003) e Informatici – I Peter Pan del Pc (Sonda, 2002) oltre che del Millelire di aforismi Bukowski Seppellitemi vicino all’ippodromo così che possa sentire l’ebbrezza della volata finale (Stampa Alternativa, 1997).
Biografia e bibliografia completa dell’autore sono disponibili sul suo sito ufficiale http://www.roversiplanet.com
Leggi gli estratti
Alcuni paragrafi del libro, tratti da diversi capitoli, sono disponibili sul sito TecaLibri
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Il libro
Una nuova coppia di investigatori si affaccia sul palcoscenico del romanzo poliziesco italiano.
Apparentemente male assortita, nel forte contrasto tra la stropicciata vitalità di Enrico Radeschi, trentenne giornalista free-lance ed hacker, e il severo rigore di Loris Sebastiani, vicequestore col fiuto del poliziotto di razza, funziona invece come un orologio svizzero quando si tratta di risolvere i casi più difficili.
In sella alla sua inseparabile vespa gialla del ‘74, Enrico Radeschi si muove agile nella città congestionata, sempre a caccia di informazioni, che non esita a cercare tra la nutrita schiera delle sue equivoche conoscenze, sempre sperando nello scoop che lo accrediti definitivamente presso il grande quotidiano cittadino. Istintivo quasi all’eccesso ed ossessionato dalla legge dei piccoli numeri, è sempre pronto a colmare le lacune informatiche della questura, in cambio di notizie da pubblicare.
Dal canto suo, Loris Sebastiani, un sigaro sempre spento e martoriato fra le labbra, raffinato intenditore di vini e donnaiolo per vocazione, si imprime nella memoria del lettore con i suoi modi controllati, le sue poche ma efficaci parole, la tenacia e l’intelligenza vivace, l’onestà di giudizio.
La trama
In una Milano autunnale, allagata dai temporali e prematuramente addobbata per il Natale, Radeschi e Sebastiani condividono in questo romanzo oneri e onori di due diverse indagini: un serial killer che uccide giovani prostitute nei loro appartamenti, e un misterioso suicidio-omicidio sul quale incombe l’ombra del terrorismo, o forse di un traffico internazionale di droga.
Entrambe le inchieste si snodano lungo la linea rossa della metropolitana, che sembra confermarsi luogo simbolo delle paure contemporanee, e diventa, insieme alla città, vera co-protagonista del romanzo.
Indizi che sembrano tali ma non lo sono, suicidi che sembrano omicidi, tracce che conducono nel nulla; come molte indagini poliziesche all’inizio i nostri segugi sembrano brancolare nel buio. Ma l’affiatamento, il gioco di squadra, il bisogno di verità e la tenacia nel perseguirla, insieme alle più moderne tecniche investigative, conducono la storia al suo scioglimento finale, che non mancherà di sorprendere.
La musica
Fa da colonna sonora al romanzo, tanto da dargli il titolo, la canzone Blue Tango di Paolo Conte.
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 | Nome : Enrico
Cognome : Radeschi
Età: 30 anni
Professione : giornalista free lance e hacker
Stato civile : celibe
Passioni : il suo labrador Buk e il suo ficus beniamino
Segni particolari: Va sempre in giro sulla sua inseparabile Vespa
50 del 1974, gialla, ribattezzata dagli amici Giallone.
Quando è allegro, quando è triste o quando deve riflettere ascolta
le canzoni di Paolo Conte, Blue Tango in particolare.
Fuma solo tabacco Amsterdammer. |
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Nome : Loris
Cognome : Sebastiani
Età: 41 anni
Professione : vicequestore
Stato civile : divorziato
Passioni : grande intenditore di vini, ama le immersioni subacquee
Segni particolari : Donnaiolo per vocazione. Veste in modo
impeccabile. Fra le labbra tiene sempre un Toscanello che non
accende mai. Quando vuole rilassarsi beve Pampero Reserva. |
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La Repubblica
“Blue Tango” è un romanzo che vale. Soprattutto perché, tra morti e cadaveri, riesce a tenere “viva” l’attenzione del lettore. Il che è davvero raro in tempi come i nostri dove ormai ci sono più giallisti che detenuti, più investigatori privati che omicidi.
Gian Paolo Serino
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Rumore
“Blue Tango” è un buon noir, giocato sull'(auto)ironia, che piacerà a chi ama Scerbanenco e ancor di più a chi apprezza lo zigzagare milanese di Dazieri
Manuel Graziani
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La Tela Nera
I personaggi si amano da subito, la coppia reporter-questurino monopolizza la scena ma anche i mascalzoni del quartiere fanno la loro parte grazie a dialoghi e situazioni vere, a un ritmo alto che “consuma” il lettore (tra l’altro una sparatoria sotto il diluvio universale da film) e la storia insieme, all’unisono, sulle note di Conte dietro una malinconica serata autunnale (i milanesi apprezzeranno i riferimenti presenti tra il turistico notturno e la tradizione cittadina).
Che sia un saggio, un noir o una nuova sfida aspettiamo il prossimo. Da adesso.
Fabio Marangoni
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Black Mail Mag
Uno scrittore che va dritto al sodo Roversi, che non ama i fronzoli ma prende subito il lettore per mano e lo conduce abilmente nell’inferno metropolitano della Milano moderna, pullulante di etnie e solitudini. (...)Spero di poter leggere presto una nuova opera di questo giovane autore, il quale, non dimentichiamolo, è considerato uno dei maggiori esperti di Charles Bukowski.
Alessio Degli Incerti
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Mangialibri
Il sorprendente noir metropolitano di Roversi ha l'incedere scanzonato e i personaggi senza ombre dei fumetti della Bonelli, ma abbina questo approccio pop ad una trama complessa e ben congegnata che si scioglie solo nelle ultime pagine, e ad una cortina di misteri e morte che grava sul paesaggio meneghino come una cappa di smog.
David Frati
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Lettera.com
Blue Tango è un romanzo veloce, ma non affrettato; una struttura ordinata dai tempi perfettamente cadenzati coglie di sorpresa più volte senza tralasciare di seminare le tracce per dipanare il mistero. Roversi è giovane ma ci sa fare, la sua è una scrittura fresca e leggera, senza inutili sofismi. Una concretezza tutta mantovana che ben si addice ad un racconto così lombardo, nel pragmatismo, nella schiettezza, nell’umidità climatica (bellissimo il sottofondo plumbeo di un cielo costantemente sul punto di scoppiare in un diluvio catartico, quasi come se stesse sempre per succedere qualcosa di epocale).
Alberto Campagnolo
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La Padania
Il romanzo d’esordio del giornalista Paolo Roversi, non è il solito giallo, quello, per intenderci, in cui il colpevole è il maggiordomo. E’ un buon giallo, anzi, un “noir metropolitano” - suggerisce il sottotitolo -, dove nulla è scontato. (...)Blue Tango è lucido e razionale, ma senza nulla togliere al pathos di un romanzo avvincente. E senza dimenticare una sapiente dose di autoironia che contribuisce ad alleggerire la patina cruenta di morti ammazzati. La vicenda è un mosaico ordinato e rigoroso, in cui le tessere combaciano a perfezione.
Daniela Ferro
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Sherlock Magazine e Thriller Magazine
Blue Tango, nel complesso, è un giallo avvincente, non contorto, molto scorrevole e veloce. La curiosità di sapere come andrà a finire, dove Radeschi porterà la sua vecchia vespa gialla del '74, fa sfogliare avidamente una pagina dopo l'altra. Si ha l'idea del movimento, della velocità: azione è la parola d'ordine. L'autore non spreca nemmeno una parola più del necessario per le descrizioni e i dialoghi: la scrittura appare come una macchina ben oliata.
Giorgio Bandini
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Liberazione
Un’incursione negli ambienti milanesi, in una società variopinta, sempre in mutazione. (...)
La scrittura asciutta e il ritmo rapido di Blue Tango tiene insieme il romanzo d’avventura e quello poliziesco(...)
Michele Corleone
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Cut-up
Paolo Roversi, giornalista, autore di pamphlet ironici e dissacratori, si cimenta con il giallo e lo fa con divertimento e abilità, giocando un po’ con tutti gli stereotipi del genere, dal giornalista sfigato al serial killer ammazza prostitute. Più che alla soluzione dell’enigma, l’autore sembra interessato ad ammiccare al lettore, a catturarlo nella rete della storia. Le descrizioni sono sempre molto precise, si tratti di annotazione sulle abitudini dei milanesi (“Milano è la città degli orologi. Ce ne sono tantissimi, disseminati lungo i viali. Presenze costanti che ti osservano dal marciapiedi”) o esposizioni tecniche dei sistemi di hackeraggio (dimenticavo, Radeschi è anche un hacker!). I personaggi, marcati dalle loro abitudini come nella migliore tradizione del romanzo seriale, sanno essere accattivanti quanto basta.
Fabio Nardini
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La Sicilia
Scrittura fluida e coinvolgente, dosata con notevole autoironia, per questo noir di esordio di Roversi che rende omaggio ai suoi miti letterari e al grande Paolo Conte, autore del pezzo che dà il titolo all’opera.
Roberto Mistretta
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King Lear
La scrittura di Paolo Roversi è veloce, molto veloce, a ritmo, sulle note di Blue Tango: nessuna
concessione, nessun elemento superfluo che si possa distinguere come backdrop noise nel corpus
narrativo. Stile asciutto, come se la penna adoperata fosse in realtà un carboncino buono per
disegnare sul foglio bianco della vita, o un gessetto sulla nera verginità d’una lavagna. E qualche
ingenuità, qua e là a graffiare (e a griffare) meglio lo spirito pavido di Enrico Radeschi,
contribuisce a fare di Blue Tango un romanzo godibile, in bilico fra la scrittura di LorianoMacchiavelli, Gianni Biondillo, Sandrone Dazieri, e per certi versi anche del miglior Scerbanenco, quello di “Venere Privata”.
Giuseppe Iannozzi
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Mentelocale e Kult Underground
 Milano è ben ricostruita e fa da credibile scenario a un susseguirsi frenetico di orribili delitti. A tratti pare di essere dentro un noir di Scerbanenco, autore che Roversi dimostra di conoscere bene. I personaggi sono realistici e parlano tra di loro con un dialogo serrato che contribuisce allo sviluppo dell'azione. Il sottobosco milanese fatto di criminalità, papponi, spacciatori, extracomunitari, prostitute, informatori è reso con dovizia di particolari ed è ben descritto.
Gordiano Lupi
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Dal romanzo è stato tratto anche uno spettacolo della durata di una quarantina di minuti che spesso viene messo in scena durante le presentazioni. Ecco i dettagli
Blue Tango show
Uno spettacolo in noir per presentare in maniera originale e coinvolgente il nuovo romanzo dello scrittore mantovano Paolo Roversi intitolato Blue Tango - noir metropolitano, edito da Stampa Alternativa.
La pièce, tratta dal libro e della durata di quaranta minuti circa,vede come protagonista l'attore Diego Fuseri nei panni di un poliziotto, personaggio del libro, impegnato in un'indagine il cui principale indiziato sarà proprio lo scrittore Paolo Roversi. L'intreccio narrativo del romanzo, senza naturalmente svelarne il finale, viene così ricostruito, a ritmo serrato, davanti al pubblico come se si trattasse di un vero interrogatorio di Polizia. Lo spettacolo, oltre che da letture e dialoghi, è corredato da musiche originali composte ed eseguite al pianoforte dal maestro Stefano Gueresi.
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 Giallo sulla linea rossa della metropolitana di Michele Corleone domenica 12 febbraio 2006

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 Un'avventura molto noir sulla metropolitana rossa di Gian Paolo Serino mercoledì 15 febbraio 2006
Un giallo corre ad alta tensione su una linea rossa. E’ quella della metropolitana milanese che in “Blue Tango”, firmato dal milanese Paolo Roversi, diventa il filo conduttore di un romanzo che non è soltanto un noir, ma la metafora di una città tentacolare, dai mille volti, dai mille misteri. Almeno sulla carta. Roversi riesce ad inserirsi tra quegli autori capaci di andare oltre i recinti della letteratura di genere. Come Scerbanenco, Biondillo, Colaprico, Dazieri e Montanari anche i protagonisti di Roversi segnano la temperatura di una città stretta dalla morsa dell’indifferenza e dal fascino della cronaca nera. Protagonista di “Blue Tango” sono un giovane giornalista “free lance” e un ispettore alla Marlowe che si trovano legati in una doppia inchiesta su serial killer di prostitute, su un misterioso suicidio-omicidio: il tutto all’ombra di trame terroristiche e di un traffico internazionale di droga. Ad unire le indagini, come si scoprirà nelle ultime pagine, proprio il “filo rosso” della Linea 1. Al di là dei molti luoghi comuni, su tutti l’influenza di Bukowski di cui Roversi è da anni ammiratore e studioso, “Blue Tango” è comunque un romanzo che vale. Soprattutto perché, tra morti e cadaveri, riesce a tenere “viva” l’attenzione del lettore. Il che è davvero raro in tempi come i nostri dove ormai ci sono più giallisti che detenuti, più investigatori privati che omicidi.
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Il quotidiano Il Riformista nella pagina
dei libri Bookmark dell'edizione del 4 gennaio ha
pubblicato, in anteprima, uno stralcio del
romanzo con tanto di vignetta, intitolato Un tango con il nodo
troppo stretto della cravatta. Il vicequestore, un hacker e il killer di
prostitute. Cliccando sull'immagine qui a fianco potrete leggere il primo capitolo del romanzo.
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