INFORMATICI : i Peter Pan del PC

Informatici - I Peter Pan del Pc
Collana Lavori Socialmente Inutili

Sonda, Casale Monferrato, 2002, 128 pagine
€ 8.50

Il popolo dell'high-tech, della new economy e della milano-da-bere raccontato con ironia in questo libro che mette in luce debolezze, manie, stravaganze e modus vivendi degli informatici.


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"I computer sono inutili. Ti danno solo risposte."
Pablo Picasso


All'inizio fu il computer. E tutti rimasero a bocca aperta, estasiati, in silenzio. Poi qualcuno dalle ultime file ebbe il coraggio di alzarsi in piedi e di chiedere quello che tutti quanti già si domandavano da un po'. "E che cosa ce ne facciamo?" Fu allora che sulla piazza fecero il loro trionfale ingresso gli informatici, investiti a furor di popolo del ruolo di moderni alchimisti e col compito preciso di tirar fuori da quelle macchine quadrate e così antiestetiche, che, alla velocità della luce, spuntavano ovunque come funghi, del software in grado di soddisfare le esigenze della gente. Questi nuovi personaggi, ansiosi di mostrare al mondo il loro ingegno, si rimboccarono le maniche e si misero all'opera. Furono, bisogna riconoscerlo, davvero bravi visto che nel giro di pochissimi anni riuscirono letteralmente a invadere la nostra vita quotidiana bombardandoci con una marea di programmi davvero (in)utili. Ma quello che è anche peggio è che ci hanno talmente preso gusto che ancora oggi non accennano a smettere. Agli albori della professione questi pionieri dell'informatica si sforzavano di scrivere software che andassero davvero incontro a quelle che erano le reali necessità degli utenti creando ad esempio strumenti per velocizzare la contabilità, per scrivere lettere commerciali, per gestire i documenti aziendali con efficacia e così via. Purtroppo ben presto (troppo presto!) il filone si esaurì e si dovette correre ai ripari lavorando di fantasia. Le software house, che già avevano assoldato alle loro dipendenze una schiera di esperti informatici profumatamente pagati, iniziarono così a sfornare programmi con il solo scopo di creare delle esigenze (e di batter cassa!). E ci si sbizzarrì senza ritegno alcuno tanto che la maggior parte di questi programmi (Vinci al totocalcio con il tuo Pc, Gestisci semplicemente le tue raccolte punti col computer, Impara a leggere i tarocchi col tuo Personal …) dimostra di avere un'utilità per lo sventurato che ne viene in possesso pari a quella che ha un asciugacapelli per un calvo.

Proprio inutili?
Ma allora quello dell'informatico è proprio un lavoro inutile? Difficile affermarlo con certezza perché bisogna riconoscere che alcuni di loro, rinchiusi nelle università, nei centri di ricerca, in una manciata d'aziende all'avanguardia tecnologica nel campo dello sviluppo e della progettazione aerospaziale e medica, nei centri di sviluppo nevralgici delle multinazionali e in pochi altri posti ancora, fanno davvero un egregio lavoro e sudano le proverbiali sette camicie per portare a casa la pagnotta. Attenzione, però, perché fra tutti gli informatici, veri o presunti tali, che sono in circolazione (con diritto di software) nel nostro paese, probabilmente quelli che dispongono dei necessari requisiti di preparazione, serietà e capacità per entrare a far parte di questo ristretto circolo di eletti saranno sì e no il dieci per cento del totale. E il restante novanta per cento, allora, che diavolo fa? Un lavoro che quando va bene non serve a nessuno e quando va male (cioè nella maggior parte dei casi) serve soltanto a complicare la vita al povero utente.



Il libro è disponibile in tutte le librerie d'Italia oppure on line cliccando qui

Per ulteriori informazioni visita sul sito ufficiale dello scrittore www.roversiplanet.com