Predatore di lacrime
[Cari voi, oggi c'è un nuovo racconto (anche se forse la definizione è eccessiva...) di Alessandra da massacrare. Please feel yourself at home]
Da gemma@liberot.it A info@animesole.org
Mancano pochi giorni e quella che per tutti è un’occasione di ritrovo e armonia per noi è divisione e lontananza.
Cosa rimane delle tue promesse quando ti trascini nell’orda degli acquisti?
A cosa pensi mentre parcheggi la tua macchina in tripla fila per lo spesone al centro commerciale?
Lei con sguardo di cera si sente la padrona, stretta nel suo cappottino liso da donna paziente ti osserva ma non ti vede, lei guarda al suo autista e al padre dei suoi bambini.
Solo io amore ti amo sul serio, tu lo sai, e vedo tutto il tuo valore.
Mi hanno dato il panettone e la bottiglia al lavoro, forse vogliono farmi sentire Famiglia, quella parola io la detesto, io sono sempre stata l’unica mia famiglia, io mi bastavo fino a che tu non hai scombinato i piani.
Fino a che non mi hai fatto sentire la mancanza e l’abbandono.
Torni a fare il padre e il marito dopo i pomeriggi con me.
Le butto ogni volta a lavare le nostre lenzuola, non voglio rimanga il tuo umore e la tua presenza, non voglio abituarmi a te.
L’abitudine la lascio alla tua donna favolosa che fa da mangiare per quindici, io sono mutande e calze sexy non arrosto e patate.
Smettila di divincolarti, non serve.
Quel panettone era troppo grande per mangiarlo da sola.
Moriremo a natale, nella casa del peccato.
Gemma.
Mi arriva questa mail.
Piena confessione, come direbbero gli sbirri.
Poche ore fa il giornale ha strillato questa bomba di provincia: noto imprenditore ucciso dalla sua amante, trattasi di omicidio/suicidio.
E poi questa mail.
Tengo un sito per sfigate represse dove fingo di appassionarmi ai loro deliri.
La disperazione vuota di questa gentaglia mi da un senso di vertigine, dare loro dei consigli soddisfa il mio ego.
Arrivano a scrivermi decine di commenti pubblici al giorno, una piccola dipendenza, e le immagino tra un sugo e una passata di aspirapolvere che aspettano le mie risposte.
Gemma era una delle più presenti, un’alternanza allucinata di stati d’animo.
Dovrei consigliare un bravo terapeuta, invece mi crogiolo nelle loro storie.
Poi tra i colleghi al giornale le condividiamo le loro storie tristi, pronti a scommettere sul prossimo necrologio in uscita.
Mario della cronaca nera si ispira spesso ai loro toni patetici per descrivere nei suoi articoli famiglie devastate, sono precise le represse, ti dicono vita, morti e miracoli.
Gemma si sapeva che avrebbe fatto il botto.
Spengo il computer e mi avvio al giornale.
Esco di casa, maledetta lampadina fulminata dell’entrata, non vedo nemmeno la toppa della serratura.
“Non è omicidio/suicidio, figlio di puttana”.
Sento una donna alle mie spalle, sento i suoi seni sulla schiena, mi afferra da dietro, all’improvviso, senza darmi il tempo di reagire
“Gemma era una cretina e prima o poi ci avrebbe sputtanato, seguivo i deliri di questa matta sul tuo sito.”, si è armata di coltello e me lo sta puntando alla gola, rimango calmo, e penso: la faccio parlare ancora un po’.
Si allenta la presa, e sento delle risate fragorose.
Martina del “cultura e spettacolo” ha fatto la dark lady, e i colleghi dietro si sono goduti la scena.
Festeggiamo lo scherzo al bar.
Martina dice che le donne così andrebbero eliminate, che sono la vergogna di mille anni di rivendicazioni e lotte femministe.
Orazio della “cronaca” le fa un pernacchione.
In lontananza una ragazza con una lunga sciarpa attorcigliata al collo mi osserva con due occhi cattivi, o almeno così mi sembra.
Ha in mano un panettone.
www.animesole.org ,vi aspetto per ascoltare i vostri incubi.
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